Non conosci la tua città (ovvero: turista a casa propria)

Il passante mi ferma all'improvviso mentre sto girando per le vie del centro. Scusi, sa mica dirmi dov'è Piazza Matteotti? Attimo di panico, velocissimo trip mentale a volo d'angelo sulla mappa di Tuttocittà 1993 dimenticata nel cassetto dello studio, illuminazione improvvisa, risposta sicura: Ah, sì, Piazza Genova! Dunque, lei dovrebbe... Immaginatevi la faccia del malcapitato, che già si era perso di suo. Troppo lungo spiegargli che nonostante il cambio della toponomastica avvenuto dopo la guerra, quella è, e resterà per tutti Piazza Genova in saecula saeculorum.
Non so se sia uno schema mentale comune, ma ad Alessandria - pardon, in Alessandria, come diciamo dalle nostre parti - questa tendenza a cristallizzare determinati luoghi attribuendo loro, attraverso le generazioni, il nome storico o popolare, sembra quasi un tratto genetico. Se dai un appuntamento a qualcuno "sotto la Conbipel", puoi essere certo di trovarlo sotto i portici tra Piazza Marconi e Piazza Garibaldi, anche se la Conbipel non esiste più da quasi vent'anni.

In un pomeriggio di luglio di una decina di anni fa, improvvisamente, mi è tornato alla mente un ulteriore esempio di DNA alessandrino, legato al mio 'lessico famigliare'. Quando ero ragazzino mia nonna mi chiese di andarle a prendere non so più cosa in merceria "da Pio Alloro". Restai come una triglia. La nonna sospirò, scuotendo la testa, si rassegnò a darmi indicazioni più puntuali ed emise poi la sentenza inappellabile: Non conosci la tua città! (La merceria in realtà da almeno vent'anni aveva cambiato sia il nome che la gestione, ma inutile protestare. Pio Alloro in saecula saeculorum, amen). 
Sull'onda di quel ricordo, ho preso una decisione: armato di macchina fotografica, e confidando di non incontrare nessuna persona conosciuta, per non dover dare imbarazzate spiegazioni, ho provato a fare...il turista nella mia città, sotto un caldo infernale, alla ricerca di scorci interessanti. Operazione poi ripetuta qualche anno dopo. In attesa del prossimo tour, magari appena l'inverno 'molla' un attimo, ecco alcune delle foto di quei due giretti. Volutamente senza descrizioni o commenti, vogliono essere un tacito omaggio alla mia città,  che a volte è in grado di sorprendere chi si ferma un attimo, alza lo sguardo e prova ad andare 'oltre' alla prima impressione.   

PS: Esistono su Facebook alcuni gruppi assai interessanti, come questoquesto, e questo che tra uno scatto estemporaneo, una foto d'epoca e una curiosità legata a personaggi, storie e luoghi, 'raccontano' virtualmente la città, che è entrata nell' 850° anno dalla sua fondazione. 





































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